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La storia della città è strettamente
connessa con la storia dell’altipiano del
Fucino e , lo sviluppo che esso ha avuto , è
proseguito di pari passo con la trasformazione
del lago e della palude fucense nella omonima
piana che rappresenta il fiore all’occhiello
della produzione agricola della provincia dell’Aquila.
La bonifica dei terreni fucensi ha fatto scrivere
capitoli storici ricchi di implicazioni socio
- politiche. Infatti se da un lato la bonifica
iniziata sin dai tempi dell’imperatore romano
Claudio, ha avuto come protagonista la famiglia
Torlonia proprietaria del latifondo ,ed altro
canto essa è stata frutto soprattutto delle
lotte contadine per l’assegnazione della
terra , che hanno insanguinato questo territorio
ed hanno visto il coinvolgimento di tutti i paesi
che si affacciano sulla piana medesima .
La città , per antica tradizione , prende
il suo nome dall’antico culto del dio Giano
che veniva venerato in un tempio in località
Pantano. Il saluto alla divinità romana
“ Ave Gianum” avrebbe dato origine
ad Avezzano.
D’altro canto non pochi problemi , causò
alla milizia romana la bellicosa popolazione marsa
prima che la stessa venisse assoggettata.
La città di Avezzano posta a circa 698
m. S.l.m. si estende alle pendici del monte Salviano
dall’alto del quale si apre la vista sul
territorio attraversato dal fiume Salto e sulla
piana fucense. La costruzione della città
completata nella seconda metà dell’ottocento
richiamò molti operai per la realizzazione
di tutte le infrastrutture necessarie per un insediamento
urbano.
La particolare sensibilità sismica di tutto
l’interland fucense ha determinato il verificarsi
di diversi eventi disastrosi. Il più importante
di questi fu il terremoto verificatosi nel gennaio
del 1915 che causò la distruzione dell’intero
nucleo originario cittadino: per tale motivo la
città conserva poche vestigia del suo passato.
Nel centro cittadino si può ammirare la
Piazza Risorgimento su cui si affacci la cattedrale
di San Bartolomeo a croce latina con tre navate.
All’interno della Villa Comunale si trovano
palazzo Torlonia e il castello Orsini. Questo
fortilizio venne realizzato alla fine del quattrocento
su alcuni resti di costruzioni precedenti; di
notevole interesse è il portale monumentale
che venne realizzato dalla famiglia Colonna in
memoria di una della battaglie della cristianità
contro l’Islam e cioè la battaglia
di Lepanto. Nelle vicinanze si trova la chiesa
di San Giovanni al lato della quale troviamo un
portale romanico dove sono inseriti frammenti
provenienti da chiese distrutte dal terremoto
del ’15.
Nei dintorni in località borgo Incile sono
conservati i resti dello strumentario risalente
all’epoca romana e relativo al prosciugamento
iniziato dall’imperatore Claudio. Reperti
risalenti al settimo secolo a.C. possono essere
osservati nelle grotte di Ciccio Felice dove si
trovano cenni del paleolitico superiore. Di interesse
turistico oltre che di spiritualità religiosa
è il Santuario della Madonna di Pietracquaria
protettrice della città.