La città si Sulmona è posta al
centro della valle peligna, terra attraversata
dai fiumi Gizio e Vella, che la rendono fertile
e adatta alla coltivazione della vite, dell’ulivo
e degli ortaggi. A ridosso della vallata e della
città si eleva il massiccio della Majella
con la sua cima più alta il monte Morrone.
La città le cui origini si perdono intorno al
terzo/quarto secolo a.C. conserva la memoria storica
di un passato segnato da eventi e da personaggi assai
noti. Essa è stata resa famosa dal suo cittadino
più illustre , il poeta latino delle Metamorfosi,
Ovidio il quale parlando delle sue origini dichiara
apertamente che “Sulmo mihi patri est”.La
città ha inseguito conosciuto diverse guerre
sociali e distruzioni e fu la prima colonia romana.
Nel medioevo conobbe vicende alterne passando dalla
libertà municipale alle diverse dominazioni dei
Longobardi dei Normanni e degli Svevi. Federico II liberandola
nel 1228 dalle truppe di Gregorio IX la rese sede di
una università di diritto canonico. Nel corso
dei secoli successivi la città conobbe ancora
il dominio dei capitani di ventura quindi passò
agli Aragonesi e alle famiglie Conca e Borghese. Dopo
aver conosciuto gli splendori del rinascimento la città
venne più volte danneggiata da eventi sismici
e sub in prima persona conseguenze durissime dai bombardamenti
della seconda guerra mondiale. Oltre al poeta già
ricordato Ovidio figli illustri di questa città
furono Cosimo de’ Migliorati divenuto papa con
il nome di Innocenzo Settimo, valenti umanisti come
Barbato e Quatrario, orafi insigni come Nicola Pizulo
e Ciccarello di Francesco. Nonostante le vicessitudini
che hanno interessato la città essa ha conservato
intatti alcuni dei monumenti che ne attestano il valore
storico. Di grande interesse si presenta l’intero
complesso della cattedrale di S.Panfilo costruita intorno
al settimo secolo d.C. sui resti di un tempio romano
dedicato ad apollo e vesta. Il complesso ha subito due
distruzioni e altrettante riparazioni. La chiesa denota
la chiara origine romanica ed è contraddistinta
all’esterno dalla bellezza del portale e all’interno
dalla ricchezza architettonica di numerose colonne che
ne delimitano gli spazi liturgici, contiene anche pregevoli
opere di artisti locali : la fonte battesimale, il coro
ligno, un bassorilievo bizantino e una sede episcopale
di notevole fattura. Ricca di fascini è la cripta,
la parte più antica della chiesa nella quale
si trova colonne sormontate da capitelli risalenti a
fine del nono e inizio del decimo secolo. Di fronte
la cattedrale troviamo la villa comunale che termina
con il piazzale Carlo Tresca. Nel centro storico si
trovano palazzi nobiliari risalenti al tardo medioevo
e al periodo rinascimentale: Palazzo Cattaneo e Palazzo
Tabassi ricchi di opere d’arte di natura pittorea
e scultorea. Percorrendo via Porta Romana si giunge
alla Porta Romana costruita nel 1428 e alla chiesetta
di S. Pietro con all’interno un bellissimo crocifisso
del quattrocento. Lasciando Porta Romana e immettendoci
in Via Roma troviamo la chiesa barocca di Santa Caterina
D’Alessandria e subito nelle vicinanze il teatro
comunale realizzato nel 1933.Molto importanti e caratteristiche
con i loro stili e i loro affreschi sono la chiesa S.
S. Trinità, la chiesa dell’Annunziata,
la chiesa della Madonna del Carmine , Santa Maria della
Tomba Assunta in Cielo e la chiesa di San Filippo Neri.
Di notevole importanza è anche l’acquedotto
medioevale costruito dai sulmonesi nell ’ XIII
secolo da dove si intravede Piazza Garibaldi con al
centro una bellissima fontana.
A pochi Km da Sulmona troviamo la Badia Morronese
o di Santo Spirito dove il papa Celestino V
fondò l’ordine dei celestini e
la fece diventare sede dell’abate primario.
Non distante troviamo S. Onofrio l’eremo
di Celestino V . Molto interessanti sono le
manifestazioni religiose e popolari che si svolgono
durante il triduo pasquale. Di attrazione popolare
sono la Giostra cavalleresca che si svolge in
Piazza Garibaldi, la processione del venerdì
Santo e la sacra rappresentazione della Madonna
che Scappa in piazza che si ripete ogni anno
la mattina del giorno di Pasqua.