| Parco Nazionale
d'Abruzzo |
Il Parco Nazionale della Majella è
sicuramente caratterizzato dalla montagna della Majella che,
pur non essendo il complesso montuoso più alto d'Abruzzo,
sorpassata dal Gran Sasso, resta però la montagna più
imponente e più immanente di tutto l'Appennino, con
oltre 60 cime che superano i 2000 metri di altezza. La Montagna
della Majella, alto, imponente, selvaggio, gruppo montuoso,
è entrata a far parte, di diritto, del patrimonio mondiale
dei Parchi Nazionali. Geograficamente è costituito
da quattro massicci - la Majella, ampio e compatto massiccio
calcareo, il Morrone, il Porrara ed i Monti Pizzi. La Majella,
è caratterizzata da una serie di vasti pianori sommitali,
dolcemente tondeggianti per effetto dell'azione millenaria
dei ghiacciai che qui erano molto estesi durante le ere glaciali,
non riscontrabili in nessuna altra parte dell'Appennino, tra
cui emerge il Vallone di Femmina Morta ad oltre 2500 m di
altitudine, e da lunghissimi ed aspri valloni che solcano
la montagna dalle aree di vetta sino alla base: il Vallone
dell'Orfento, inciso dal fiume omonimo ricco di acque e di
faggete; la Valle del Foro modellata dal fiume Foro, anch'essa
ricca di acque e di faggete, tra le meglio conservate del
Parco tanto da costituire l'habitat di specie rare e pregiate
quali il Picchio dorsobianco, l'Astore, la Baia dal Collare
ed il Gufo Reale; il Vallone di Selvaromana, nel comune di
Pennapiedimonte; la Valle delle Mandrelle-Valle di S. Spirito
in comune di Fara San Martino; il Vallone di Taranta con la
splendida e rinomata Grotta del Cavallone. Il fiume Orta,
che raccoglie le acque di un vasto bacino, separa con un'ampia
valle -profondamente incisa nei territori dei comuni di Bolognano
e San Valentino tanto da formare un vero e proprio canyon.
Il Paesaggio forestale del Parco, è rappresentato:
Querceti submediterranei, Ostrieti, Cerreti, Faggeti, Betuleti,
ma anche dalla componente sempreverde degli splendidi vasti
mugheti di alta quota e dalle più sporadiche e rare
leccete e pinete di pino nero. Cervo e Capriolo, oggi popolano
quasi tutte le aree boscate e le radure del Parco.
Il Camoscio d'Abruzzo, è tornato signore incontrastato
delle vette e praterie d'alta quota. L'Orso bruno Morsicano
e il Lupo appenninico sono segnalati in ogni angolo del Parco.
La Lontra, l'animale più esclusivo del Parco, è
segnalato nelle acque dell'Orfento e dell'Orta, e, sporadicamente,
anche nel Vella e nell'Aventino. Gli ambienti forestali del
Parco ospitano Gatto selvatico, Martora, Faina, Donnola, Puzzola,
Picchiodorsobianco, Falco pecchiaiolo, Astore e tante altre
specie, tra cui anfibi particolarmente rari come l'Ululone
dal ventre giallo, la Salamandra appenninica e la più
rara Salamandrina dagli occhiali. Gli aspri e grandi valloni
calcarei, tipici della Majella, costituiscono rifugio ideale
per Aquila reale, Gracchio corallino, Gracchio alpino, Picchio
muraiolo, Falco pellegrino ed il raro Lanario.
In alto, a contatto con la maestosità dell'infinito,
negli ambienti delle mughete e praterie d'alta quota vivono,
tra i tanti, la rara Vipera dell'Orsini, il Fringuello alpino,
il Sordone, l'Arvicola delle nevi.
Esclusivo della Majella il Piviere tortolino: per il simpatico
uccello, il Parco rappresenta in tutta l'Europa mediterranea,
Alpi comprese, l'ultimo rifugio.
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