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Parco del Velino Sirente

Parco Nazionale d'Abruzzo

Carta di identità:

Istituito nel 1989, il parco si estende su circa 60000 ettari nella provincia dell'Aquila andando ad interessare ben 22 comuni. La vetta più alta è il monte Velino con 2487 metri.
Nel parco si possono ammirare lupi, caprioli, cervi, cinghiali, l'aquila reale, il falco pellegrino e i grifoni, quest'ultimi introdotti nel 1994.

Come ci si arriva:

Da Roma per la A24 e A25, da Teramo e Ancona per la A24 e L'Altopiano delle Rocche, da Pescara per la A25 e da Napoli per la Valle Roveto e Avezzano.

Le catene montuose del Sirente e del Velino, dalle quali prende il nome il Parco, sono tra le più interessanti di tutto l'Appennino e seconde solo rispetto al massiccio del Gran Sasso.
Numerose le vette superiori ai 2.000 metri:
le cosiddette montagne gemelle Monte Velino (m. 2.486) e Monte Cafornia (m. 2.424), Monte Sirente (m. 2.348), Monte Magnola (m. 2.220), Monte Cagno (m. 2.153), Monte Rotondo (m. 2.060), Monte S.Nicola (m. 2.012), Monte Ocre (m. 2.204).
Tutte queste catene montuose fanno di questo territorio l'ideale per gli appassionati di escursionismo estivo ed invernale in quanto riservano percorsi adatti ad esperti e principianti. La media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana, l'Altopiano delle Rocche e la Marsica settentrionale sono le quattro zone che costituiscono il Parco Naturale Regionale del Sirente-Velino: un territorio ricco di storia, di pregevoli presenze storiche, architettoniche e archeologiche, di ambienti naturali unici, di suggestivi scenari appenninici, di presenze faunistiche e floristiche rare.
Ognuna delle quattro zone citate ha caratteristiche diverse e proprio questo rende il Parco del Sirente-Velino del tutto originale.

La grande varietà di ambienti che caratterizza il Parco, dalle quote più basse intorno ai 600 metri fino alle vette oltre i 2.000 metri, dall'ambiente fluviale dell'Aterno a zone dal microclima particolare come le Gole di Aielli-Celano, determina una grande ricchezza di specie floristiche dalle più comuni, tipiche dell'Appennino, a quelle rare ed anche endemiche presenti sia sul Sirente che sul Velino e per le quali si rimanda a pubblicazioni specifiche. Tra i fiori più comuni, ma anche più caratteristici, va ricordato il narciso che nella tarda primavera ricopre gli altipiani delle Rocche. Assai numerose anche le piante medicinali quali la genziana maggiore, la belladonna, l'iperico, l'olmaria e la frangola.
Abbondanti i frutti di bosco, fragole, more, lamponi e ribes.
Da non dimenticare i funghi abbondanti in tutto il Parco ed i tartufi della Valle dell'Aterno e della Valle Subequana. I boschi di faggio rappresentano una delle maggiori caratteristiche e attrattive di questo Parco: primo fra tutti la faggeta del versante settentrionale del Sirente che si estende per oltre 12 chilometri da Rovere fino a Gagliano Aterno.
Vanno anche ricordati i boschi, sempre di faggio a Val d'Arano, Capo Pezza, Valle Maielama e Vallone di Teve. Non sono rari esemplari di grande altezza e plurisecolari soprattutto nella zona tra l'Anatella e i Prati del Sirente e a Capo Pezza. Molto ricco è il sottobosco. Numerosi anche i boschi di cerro ed i rimboschimenti con il "pino nero di Villetta Barrea".
Non mancano l'orniello, la roverella, anche con esemplari monumentali, ed il carpino; di notevole interesse la stazione di betulle nella zona del Velino. Di grande importanza naturalistica il querceto misto che corre lungo tutta la Valle dell'Aterno.
Ricca la vegetazione fluviale lungo la Valle dell'Aterno e il paesaggio agrario della Valle Subequana tipico delle quote più basse. Almeno due branchi di lupi frequentano ancora queste montagne. Volpi, donnole e faine non sono rare. Molto ricca è l'avifauna con quattro coppie di aquile reali, poiane, sparvieri, gheppi e numerosi uccelli di passo tra cui, in alcune stagioni, figurano anche cicogne, gru e aironi.
Comune è la vipera dell'Orsini, il ramarro e la salamandra.
Accertata la presenza dell'istrice, raro il gatto selvatico e l'orso avvistato sporadicamente ma con una certa regolarità; incerto il suo svernamento.
Assai numerosi i branchi di cinghiale. Data la presenza diffusa dei carnivori e la limitata presenza di ungulati, al fine di ristabilire l'equilibrio biologico dell'area sono già state programmate dal Parco le reintroduzioni di cervi, caprioli e camosci. Alcuni cervi e diverse coppie di corvi imperiali e grifoni sono stati già reintrodotti dal Corpo Forestale dello Stato nella Riserva Orientata di Monte Velino

 

Gran Sasso Monti della Laga
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Maiella
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Per saperne di più...
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