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Il sapore deciso e la forma inconfondibile rendono le mortadelle (O coglioni di mulo) di Campotosto il salume più noto d'Abruzzo

Nella lavorazione delle carni di maiale la tradizione abruzzese s'incrocia con quella delle regioni vicine, a cominciare dalla molisana, che ha identiche origini. Gli elementi d'identificazione più rilevanti sono rappresentati dagli ingredienti che intervengono nelle lavorazioni e che sono tutti tratti dalle radici della gastronomia popolare. Così si spiega la frequente presenza del peperoncino, protagonista del sapore non soltanto nella salsiccia di fegato, ma anche nella composizione di spezie usate per la concia del prosciutto crudo. Terra di sapori forti, l'Abruzzo sa tuttavia proporre esperienze gastronomiche di rara delicatezza anche tra i salumi. Se ne trovano a grana cosiddetta fine, eleganti di sapore, e addirittura a impasto morbido da spalmare sulle bruschette di pane ancora calde, come quello delle indimenticabili ventricine che vengono fatte a Crognaleto.

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--Fiaschetta Aquilana--
È ottenuto con carne magra dalla coscia del maiale, macinata finemente, insaporita con sale e spezie, insaccata in budello naturale e messa sotto pressa per qualche tempo. La forma dell'insaccato ricorda in qualche modo un'antica fiaschetta portapolvere, di quelle che usavano all'epoca del fucile ad avancarica. Il salume viene esposto a una leggera affumicatura su legno dolce, che ha il compito più di asciugarlo perfettamente che di insaporirlo. Le forme hanno un peso variabile da uno a tre chilogrammi.

--Fegatazzo--
La classica salsiccia di fegato di maiale abruzzese è una preparazione tipicamente invernale. Al fegato vengono aggiunti sale, aglio e peperoncino e si procede quindi all'insaccatura nel budello gentile, legato a rocchi in modo da dare la consistenza e le dimensioni di un salsicciotto poco più grande di un cacciatorino. Così preparato, il fegatazzo viene messo ad asciugare e quindi conservato sott'olio, secondo il metodo più tradizionale, o sotto vuoto, con i sistemi più moderni. In alcuni laboratori di norcineria all'Aquila, nella preparazione della salsiccia di fegato secca aggiungono anche miele. Il fegatazzo fresco viene generalmente cucinato alla griglia; quando è stagionato si taglia invece a fette come un salame. Nel primo caso è una pietanza, nel secondo entra nel vassoio degli affettati misti presentati all'antipasto.

--Mortadella di Campotosto--
Oltre che per un lago artificiale gradevolmente inserito nel paesaggio ai margini dei monti della Laga, Campotosto va famosa per un prodotto esclusivo e apprezzatissimo: le mortadelline comunemente note come coglioni di mulo. Sono naturalmente di maiale; il mulo dà solo un contributo d'immagine. Si tratta in realtà di un salume a grana fine di carne scelta con al centro un bastone quadrato di lardo: a parere di alcuni estimatori la composizione tricolore (bianco il lardo, rossa la carne, nero il pepe) ha contribuito notevolmente all'affermazione commerciale del prodotto, la cui fama ha da tempo superato i confini della regione.

--Salame di Pecora--
Un tempo abbastanza diffuso in Abruzzo, il salame di pura carne ovina è oggi diventato una rarità. Una delle zone dove sopravvive la tradizione è Anversa degli Abruzzi, la piccola borgata fra i parchi d'Abruzzo e della Maiella che si trova all'inizio della salita verso Scanno, a pochi chilometri dal casello di Cocullo dell'autostrada Roma-Teramo. In paese c'è il laboratorio artigiano che la produce.